Coronavirus. Le proposte di MuoviAmo Tursi

La grave situazione dovuta alla presenza sul territorio nazionale e regionale di cittadini affetti dal virus denominato COVID-19 sintomatici e non, individuati e non, e le numerose disposizioni del Governo Nazionale e Regionale, nonché le ordinanze sindacali emesse dal Comune di Tursi hanno portato il Gruppo consiliare di MuoviAmo Tursi, con nota del consigliere Antonio Di Matteo, a rilasciare una nota alle autorità competenti. Con il documento si è proposto al Comune di Tursi di attuare iniziative amministrative e fiscali per alleviare lo stato di crisi in cui molte attività economiche e molti lavoratori stanno andando in contro, come ad esempio l’individuazione delle categorie di attività economiche obbligate a chiudere o a ridurre la propria attività a causa dei provvedimenti normativi sopracitati e la riduzione delle tariffe TARI e TOSAP e rateizzazione per le categorie di attività economiche sopraindividuate sulla base di criteri oggettivi come ad esempio i giorni di chiusura.

Richiesta di intervento strutturale sulla condotta fognaria

A seguito delle numerose segnalazioni orali e scritte da parte di cittadini ed istituzioni rivolte all’Acquedotto Lucano Spa questo è intervenuto con riparazioni delle rotture senza alcun impegno a sostituire nella loro interezza i tratti di condotta fognaria particolarmente logori e datati. Infatti, numerose perdite fognarie, alcune delle quali particolarmente copiose, una di queste verificatasi recentemente e durata alcuni giorni, sfociano nell’alveo del torrente Pescogrosso a valle dell’edificio del Municipio di Tursi. Si rammenta la presenza di una condotta fognaria inutilizzata sulla destra idraulica del torrente Pescogrosso che ha il suo inizio proprio sotto l’edificio del Municipio di Tursi i cui lavori sono stati ultimati e pagati nel 2007-2008 ma, come risulta dalla perizia del CTU, soltanto l’8% (otto%) della condotta è stata realizzata a regola d’arte, essendo priva delle giuste pendenze per funzionare.

Il dissesto finanziario di Tursi è il fallimento di Cosma e Caldararo

cosma sacrificiSono passati sei anni e mezzo da quando, nel 2010, l’ex sindaco Labriola divenne primo cittadino, ed insieme a lui, Caldararo divenne assessore al bilancio e Cosma vice sindaco. Nel 2015 i cittadini di Tursi hanno avuto l’occasione di scegliere una nuova amministrazione, una migliore, tra le quattro liste contendenti, e hanno fatto il loro più grande errore. Noi di MuoviAmo Tursi parliamo di errore perché gli effetti dell’amministrazione Labriola sui conti comunali era già evidente dal 2012, quando numerose partite contabili straordinarie mostravano un’ampiezza tale da essere insostenibili nel breve periodo. Cattiva gestione della riscossione delle multe, residui attivi fumosi utilizzati per giustificare spesa corrente fino all’anno scorso,

Cari concittadini

tasse tursiCari concittadini, ieri, durante il Consiglio Comunale che era chiamato ad un forte senso di responsabilità nei confronti della cittadinanza, si è palesata tutta l’incapacità di questa amministrazione comunale, che in continuità con la precedente si è assunta la grande responsabilità di distruggere completamente l’economia, già deficitaria, di Tursi. Hanno approvato un bilancio di previsione in chiara contraddizione con le più elementari norme in materia di risanamento delle casse comunali. Siamo fortemente preoccupati e consapevoli, noi di MuoviAmo Tursi ma anche tutti i cittadini, della strada intrapresa dall’amministrazione Cosma-Caldararo e il baratro finanziario verso il quale stiamo andando. Una strada senza ritorno, una strada lastricata di lacrime e sangue per i prossimi anni. 

17 aprile 2016 tutti a votare SI

MuoviAmo Tursi SIIl 17 aprile 2016, dalle ore 7.00 alle ore 23.00, si terrà la consultazione referendaria per inibire ulteriori trivellazioni in mare e non solo. Infatti, il segnale che i cittadini tutti, ma i tursitani in particolare, possono dare è di più ampio respiro. Un messaggio politico forte contro un governo che finge di voler dare l’indipendenza energetica all’Italia, ma invece sta vendendo i nostri mari ai colossi petroliferi. Votare SI al referendum del 17 aprile vuol dire bloccare ulteriori attività di ricerca ed estrazione nel nostro mare. Tutti sappiamo che il Mar Jonio, e non solo, sarà oggetto di attività petrolifera. Tutti sappiamo quali possono essere i rischi imminenti e diretti di tale attività.